Impianto di cremazione e "Casa funeraria"

In maggio di quest’anno è stato proposto, da una società privata, il progetto per la realizzazione di un tempio crematorio nell’area cimiteriale di Noventa.
La normativa nazionale prevede che queste opere siano pubbliche e possano essere gestite dai comuni, da società pubbliche o da concessionari privati, come in questo caso.

In maggio di quest’anno è stato proposto, da una società privata, il progetto per la realizzazione di un tempio crematorio nell’area cimiteriale di Noventa.


La normativa nazionale prevede che queste opere siano pubbliche e possano essere gestite dai comuni, da società pubbliche o da concessionari privati, come in questo caso.
La proposta prevede una concessione finanziata con project financing senza alcun onere presente o futuro a carico della amministrazione comunale. È stata ritenuta accoglibile dalla amministrazione comunale ovviamente a condizione che non vi fosse alcun rischio per l’amministrazione stessa né di natura economica né di altra natura. Inoltre l’amministrazione comunale ha riconosciuto l’interesse della proposta in tre aspetti fondamentali: nella attivazione di un servizio a completamento del cimitero comunale con celle mortuarie e locali tecnici obbligatori di cui, oggi, è sprovvisto, nella disponibilità della proponente a riconoscere un canone annuo fisso di 50.000,00 euro a favore del comune e nella garanzia, per i cittadini di Noventa Vicentina, di accedere ai servizi del forno crematorio con tariffe abbattute del 50%.
Sono stati svolti diversi approfondimenti prima di accogliere la proposta, soprattutto per accertare l’effettivo impatto ambientale dell’opera. È emerso come molte altre strutture già attive sul territorio, come ad esempio i templi crematori dei comuni di Vicenza e di Padova, operino senza alcun problema di tipo ambientale da diversi anni. Il fatto che esistano strutture simili, operative da tempo, riconosciute per il buon funzionamento ed il ridottissimo impatto ha rassicurato l’amministrazione e confermato la correttezza della idea lanciata dal proponente privato.
Sarà, comunque, previsto l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili per il controllo delle emissioni ed è allo studio un regolamento specifico, preliminare ad ogni altro passaggio successivo, che disciplinerà l’utilizzo della struttura allo scopo di renderla quanto più sostenibile possibile in termini ambientali. Questo regolamento dovrà essere approvato dal Consiglio Comunale prima della gara per la individuazione definitiva del concessionario.
Queste strutture, tipicamente, sono realizzate all’interno di aree urbane popolate, sono strutture fortemente controllate e, tranne in pochissime situazioni dipendenti da gestioni illecite, non presentano problemi ambientali sostanziali. Quella prevista per Noventa Vicentina dovrà essere un’opera all’avanguardia, molto più avanzata di tutti gli impianti simili già presenti sul territorio e, pertanto, ancora più rispettosa dell’ambiente.
È evidente, quindi, che le comunicazioni allarmiste che stanno circolando in questi giorni appaiono, se non altro, del tutto illogiche e prive di fondamento. Un tempio crematorio non potrà mai essere destinato a qualcosa di diverso dalla attività per cui è nato per ragioni di natura tecnica, in quanto strutture e forni sono concepiti e costruiti per l’attività, appunto, di cremazione.
Inoltre, sono le stesse leggi vigenti a disporre che i tempi crematori siano posizionati in area cimiteriale, in ambiti, pertanto, sempre urbani o residenziali di margine rispetto ai centri storici, accanto ai cimiteri. Non ci sono impianti di questo tipo posizionati in modo diverso, né ci potranno mai essere. Questo per la semplice ragione che si tratta di un servizio direttamente ed intimamente connesso con le attività funebri in generale. È sufficiente questa considerazione per capire che non possono essere attività particolarmente inquinanti, altrimenti in tutte le città principali ci sarebbe un grave problema di inquinamento da crematorio. Anche in città in cui l’attenzione e la cura per l’ambiente sono note: a Ferrara il forno è dentro al cinta muraria storica, a Bologna nel cimitero di Borgo Panigale tra case e centri commerciali, a Vicenza in viale Trieste. Evidentemente non vi può essere un grave problema di inquinamento.
Tutte le altre informazioni circolanti, non provenienti dalla amministrazione comunale, sono semplicemente sbagliate: non servono 5000 cremazioni all’anno ma ne sono sufficienti 2300 perché l’operazione proposta a Noventa Vicentina si ripaghi (e, comunque, questo è un onere del concessionario che si impegna a realizzare l’impianto), la temperatura che il forno deve mantenere è di 850 gradi (e non 1000), il canone proposto sarà garantito da polizze previste dalla normativa vigente ed, infine, se è senz’altro vero che non è convertibile ad altri usi, non si capisce quali possano essere le finalità diverse per coprire i costi, come, nel giro di poche righe pare dire la comunicazione di una associazione contraria all’opera.
Circolano informazioni false, ma, quel che è peggio, del tutto scorrette e contraddittorie, dettate, con ogni probabilità, da motivazioni volutamente taciute, mascherate dalla paura per qualcosa che, semplicemente, è una relativa novità per questo territorio, ma, in realtà, è una scelta ampiamente sperimentata e condivisa in ambiti territoriali anche molto vicini.
La cremazione resta una scelta ecologica, dignitosa, corretta e rispettosa dell’ambiente. È una soluzione in crescita che richiede anche adeguate strutture di supporto, poco invasive, ma adeguate ed idonee, dignitose e rispettose dell’ambiente e dello spazio delicato in cui si inseriscono.

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