Città gemellate

Città della Speranza

ADESIONE ALLA "CHARTA DELLA FONDAZIONE CITTA' DELLA SPERANZA ONLUS" 

GEMELLAGGIO CON LA FONDAZIONE

Che cos’è la Fondazione "Città della Speranza"?

La Fondazione "Città della Speranza" nasce il 26 dicembre 1994 con lo scopo di raccogliere fondi da destinare alla realizzazione dei nuovi reparti di degenza e di day hospital, oltre che dei laboratori dell’Oncoematologia Pediatrica, della Clinica Pediatrica di Padova.

I Comuni che intendono gemellarsi con tale Fondazione, sottoscrivono una Charta che propone un codice deontologico in base al quale s’impegnano a far crescere nei cittadini la consapevolezza che è un obbligo civile donare risorse e tempo a sostegno di chi ha bisogno, non come atto di buonismo, ma come dovere di ogni singolo cittadino e della comunità in cui vive. Per far crescere questa consapevolezza i Comuni aderenti devono promuovere incontri nelle scuole con associazioni "no profit", organizzare iniziative e sostenere, attraverso le forme più varie, i principi di solidarietà, impegno e disponibilità a cui la Fondazione "Città della Speranza" s’ispira. 
 

Il Comune di Noventa Vicentina è gemellato con la Città di Asiago

Stemma della città di Asiago

Delibera n. 105 del 18.11.1995

OGGETTO: 80° Anniversario Inizio Grande Guerra - Gemellaggio con il Comune di Asiago
 

IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso che nel maggio 1916 Noventa Vicentina accolse e diede ospitalità a buona parte della cittadinanza di Asiago, in fuga dall'Altopiano, sotto l'incidenza degli eventi bellici.

Considerato che, ad ottant'anni dall'entrata dell'Italia nella Grande Guerra, l'Amministrazione Comunale di Asiago, auspice anche il nostro Comune, ha proposto di unire i due paesi con un "gemellaggio";


Fatto presente che si vuole, non solo ricordare le sofferenze e i disagi dei profughi, ma anche la solidarietà della nostra gente, resa ancor più importante dalla drammaticità degli eventi storici di quegli anni;

Ricordato che il Consiglio Comunale di Asiago, alla presenza del Sindaco e di gran parte del Consiglio Comunale di Noventa Vicentina, ha deliberato formalmente, in data 2 settembre u.s., il gemellaggio fra i due paesi oggi qui riuniti;

Considerato che il gemellaggio che ci si appresta a sancire anche in questa sede comunale, intende riconoscere idealmente quel patto di sicura solidarietà e fratellanza, stretto allora fra i nostri paesi;

Fatto altresì presente che, al di là degli aspetti formali, o di circostanza, il gemellaggio è un atto che ci impegna a ricercare e a vivere pienamente tutte le opportunità di dialogo, di partecipazione e di crescita umana, nell'esigenza della comunione di intenti e di azioni civili;

Sentito l'intervento del Sindaco, il quale dà lettura diun documento sulla proposta di gemellaggio (allegato n. 1);

Prende la parola il Sindaco di Asiago il quale fa un breve discorso di sauluto (allegato n. 2);

Successivamente il Sindaco ricorda Monsignor Bertapelle Giovanni (allegato n. 3) ed il Sindaco Rossato Giovanni (allegato n. 4) leggendo brevi note della loro vita;

Apertasi la discussione intervengono i Consiglieri Comunali Baldan, Menara e Ferla, di cui al dibattito depositato in atti;

Il Capogruppo Menara formula la seguente proposta verbalizzata come di seguito:
"Signori Sindaci, Signori Consiglieri,
in relazione alla proposta formulata di approvare il gemellaggio con il Comune di Asiago, considerato che tale gemellaggio è ispirato da sentimenti di fraterna amicizia, in ricordo delle comuni sofferenze patite dalle nostre genti per i fatti connessi alla Prima Guerra Mondiale, considerato che lo strumento della guerra - barbaro ed incivile - ancora oggi viene usato per risolvere i conflitti, propongo che venga costituito un gruppo di lavoro misto formato da rappresentanti del mondo della società civile, della cultura, dell'istruzione, del lavoro dei due Comuni, che proponga e coordini, per gli anni 1995 - 1996 - 1997 - 1998, particolarmente nella popolazione più giovane, iniziative per favorire una cultura della pace."

Sulla proposta del Consigliere Menara dichiara il suo assenso il Consigliere Ferla, per le minoranze, ed il Sindaco invita il Segretario a prendere atto della stessa e, infine, dà lettura della proposta di delibera;

Visto lo Statuto Comunale di questo Comune;

Visti i pareri previamente formulati ai sensi dell'art. 53 legge 142/90, come sopra riportati ed inseriti nel presente provvedimento;

Con voti unanimi favorevoli legalmente espressi per alzata di mano dai 14 Consiglieri presenti e votanti;

DELIBERA

  1. di aderire alla proposta del Sindaco e conseguentemente approvare il gemellaggio con il Comune di Asiago;
  2. di rivolgere al Sindaco di Asiago, ai Sigg. Consiglieri Comunali, agli ospiti e cittadini asiaghesi qui convenuti, il più caloroso saluto, anche da parte della Comunità di Noventa Vicentina, qui rappresentata;

 

Allegato n. 1

18 Novembre 1995
GEMELLAGGIO NOVENTA VICENTINA - ASIAGO

A nome dell'Amministrazione Comunale e dell'intera Cittadinanza di Noventa Vicentina rivolgo un saluto cordiale di benvenuto a tutti i presenti: al Sindaco ed ai Consiglieri Comunali di Asiago, alle Autorità intervenute, ai Rappresentanti delle varie Associazioni, agli scolari, agli studenti e ai loro insegnanti di Asiago e di Noventa Vicentina.

Un saluto particolare lo rivolgo ai cittadini che rappresentano oggi qui, in questa nostra bella sede municipale le due comunità di Asiago e di Noventa Vicentina. La vostra presenza dà maggiore significato ed è testimonianza dell'incontro odierno, incontro che vede formalmente convocato il Consiglio Comunale di Noventa Vicentina per deliberare in merito alla proposta di gemellaggio con il Comune di Asiago, proposta avanzata a suo tempo dal Sindaco di Asiago, formalmente già deliberata il 2 settembre u.s. dal Consiglio Comunale della comunità asiaghese.

Sono trascorsi 80 anni da quando Noventa Vicentina ha dato ospitalità a buona parte della cittadinanza di Asiago e alla sua stessa Amministrazione Comunale in fuga sotto l'incalzare di drammatici eventi bellici che investivano tutto l'Altopiano.

Il rocordo di quei fatti e la memoria di quella ospitalità si ritiene oggi opportuno ricordare non dimenticando che da allora le nostre due comunità si sono legate da nobili sentimenti.

Il Gemellaggio che oggi ci apprestiamo a sancire intende quindi rinnovare idealmente quel patto di Amicizia, di Solidarietà, di Fratellanza stretto allora fra i nostri due paesi.

Aldilà degli aspetti formali e di circostanza, il Gemellaggio è un atto che ci impegna a ricercare e a vivere pienamente tutte le opportunità di dialogo, di partecipazione e di crescita e deve rappresentare per tutti noi il primo momento di una più stretta colleganza, destinata a durare nel tempo con l'arricchimento di sempre nuove ed efficaci iniziative.

Rivolgentomi alla mia comunità faccio presente che pur non avendo vissuto direttamente quelle vicende dobbiamo tuttavia essere consapevoli che abbiamo una tradizione da conservare, da far rivivere e da lasciare in eredità alle nostre future generazioni e che gli studenti asiaghesi siano ospiti oggi delle nostre famiglie, è la riprova della continuità con il passato che Noventa intende perpetuare.

        IL SINDACO
        Rag. Adelino Veronese

Allegato n. 2

Io porgo un caloroso saluto dalla Comunità asiaghese, dal Consiglio Comunale alla Comunità di Noventa e a questo Consiglio Comunale. Un ringraziamento innanzitutto per avere accolto questa proposta che riporta alla ribaltà un'epoca mai più dimenticata. Il 15 maggio del 1916, le prime bombe caddero su Asiago; il 16 già la popolazione si mobilitava per scendere in pianura.
A Noventa i primi nuclei arrivarono il 17 di maggio. Hanno lasciato gli asiaghesi la loro terra con la morte nel cuore guardandosi indietro, non riconoscendo più i luoghi familiari che erano da loro conosciuti da sempre, si trovavano in mezzo alle granate e alle rovine fumanti. Sono arrivati a Noventa e hanno qui trovato accoglienza e ospitalità. Sono stati qui fino al novembre 1918 quando i primi nuclei incominciarono a risalire ad Asiago per cominciare l'opera di ricostruzione della città con tanta buona volontà, con tanta forza d'animo portandosi credo nel cuore il ricordo grato verso questa Comunità.
Quindi il saluto che io rivolgo è il saluto che rivolse a questa Comunità, già nel 1916, il Sindaco Matteo Rigoni: ringrazio la gentile Noventa Vicentina per la caritatevole ospitalità. Lui disse anche che questa ospitalità restava scritta a parole d'oro nel libro della storia e che sarebbe stata portata nel cuore dalle future generazioni.
Ecco, credo che questo suggello, questo gemellaggio che si conclude oggi dopo essere stato deliberato dal Consiglio Comunale di Asiago fa memoria anche di quella promessa, di quella volontà che erano espresse dai nostri genitori, dai nostri nonni, dai nostri anziani: quello di ricordare quei momenti, momenti in cui la Comunità di Asiago e la Comunità di Noventa Vicentina erano una Comunità.
Qui a Noventa i nostri asiaghesi hanno vissuto, hanno avuto i loro figli, hanno celebrato le loro esequie, hanno coltivato amicizie e coltivato solidarietà, probabilmente anche qualche piccolo alterco, ma questo fa parte della storia di qualsiasi comunità. Sono tornati ad Asiago ad Asiago ed hanno portato nel cuore e ricordato nei loro figli per anni questa loro vicenda di profughi. Ecco quelle vicende stanno ormai scritte sui documenti, su vecchi documenti rinchiusi sugli archivi e ci sembrava che, nell'ocacsione della celebrazione dell'ottantesimo anniversario dall'inizio della guerra, riportare alla ribalta questi fatti soprattutto per le nostre giovani generazioni avrebbe consentito di perpetuare il ricordo di riaprire un dialogo, di riaprire quel rapporto soprattutto per mezzo dei nostri giovani che sono qui oggi numerosi.
Credo che questo sia il momento più significativo e più importante: quello di far ritrovare due Comunità, due vecchi amici per ricominciare a percorrere socialmente, culturalmente in amicizia un cammino assieme.
Questo è il senso che noi diamo a questa giornata augurandoci che sia foriero di fortune per le nostre due Comunità e che i nostri giovani sappiano ricordare e ripercorrere la strada dell'amicizia, la strada dell'accoglienza rivalutandola: ce nè tanto bisogno oggi. Noi ci rendiamo conto guardando quanto succede attorno a noi, agli esodi biblici di intere popolazioni, quanto bisogno ci sia di solidarietà, di accoglienza in questo mondo reso ormai ariso dagli interessi, dalle guerre, dalla disperazione di uomini che hanno perso il senso della vita.
Ecco, io ringrazio ancora questo Consiglio Comunale, questa Comunità per quanto ha saputo fare allora e per i sentimenti che porgono oggi alla nostra Comunità in questo Consiglio Comunale.
Grazie!

IL SINDACO DI ASIAGO
Francesco Gattolin

Allegato n. 3

Per mezzo secolo sulla figura e sull'opera di Monsignor Giovanni Bertapelle si imperniò la storia religiosa e civile di Noventa Vicentina.

Nato nel 1855 ad Angarano da Benedetto e Anna Scanavacca, venne ordinato sacerdote nel 1877, a soli 22 anni e inviato a Bolzano Vicentino come capellano.

Nel 1888, parroco a Polegge, tenne il discorso funebre alle esequie del poeta Giacomo Zanella e l'anno seguente fu nominato arciprete di Noventa.

Iniziata l'opera di apostolato fra i suoi nuovi parrocchiani, non esitò a tener vive le opere benefiche ed assistenziali sorte durante il parrocato del suo predecessore Don Rocchi, mettendovi tutto il suo zelo e la sua operosità. Da citare principalmente il civico Ospedale e la Casa di Ricovere. A soli tre anni dal suo arrivo diede inizio all'opera destinata a qualificare il suo arcipretato nella storia di Noventa, l'ingrandimento ed abbellimento della Chiesa Parrochiale, diventata assolutamente inadeguata per l'accresciuta popolazione. Il predecessore non aveva posto che le fondamenta dell'opera. Monsignor Bertapelle con gravi sacrifici di ogni genere e tutta l'industria possibile condusse a termine progressivamente i lavori, in modo da tenere la Chiesa sempre funzionante.

Fu necessario molto tempo per completarla in tutte le sue parti ed ornarla adeguatamente. Solo nel giugno del 1935 ci fu l'inaugurazione ufficiale.

Il 27 maggio 1916 giunsero a Noventa i primi profughi dell'altopiano di Asiago, sconvolto dagli eventi bellici, e preziosa fu l'opera di Monsignor Bertapelle in quei drammatici frangenti. Di questi e di altri avvenimenti, sociali, civili ed economici riguardanti la comunità, lasciò testimonianza nelle sue pagine di diario, ricche di umanità e scarne di eloquenza.

Oltre ad essere sacerdote stimato e benvoluto da quanti lo conobbero, fu un grande educatore e profuse il suo sapere a più generazioni, tanto da essere considerato, assieme al patriarca di Venezia sarto, futuro papa con il nome di Pio X, pioniere dell'istruzione catechistica.

Papa Leone XIII lo nominò suo "cameriere segreto" e Monsignore.

Il popolo di Noventa fu sempre grato e riconoscente al suo pastore, manifestandogli in ogni occasione tutta la sua devozione.

Negli ultimi anni, benchè vecchio, pensò pure di dare alla gioventù noventana una casa per la dottrina cristiana e un oratorio.

Nel 1939, mentre Noventa si apprestava a preparargli solenni feste per le sue nozze d'oro di parrocato, lasciò dopo una breve malattia la vita terrena.

Allegato n. 4

GIOVANNI ROSSATO nacque a Noventa Vicentina il 26 giugno 1864 da una famiglia di agricoltori.

Ancora ragazzo aveva già individuato con chiarezza la propria strada e, al termine delle scuole elementari, andò a bottega da un meastro falegname di Lozzo Atestino. La scelta, che si situava al di fuori della tradizione e delle aspettative familiari, lo concentrò nel suo lavoro, gli rinforzò il carattere, lo fece tenace. Il mestiere lo appassionò talmente che già a sedici anni costruì dei mobili che poi, sposandosi nel 1893 con Elisabetta Scavazza, portò nella sua casa.

Con operosità, spirito di sacrificio e tenacia, raggiunse importanti traguardi nella vita professionale, realizzando attività produttive e commerciali che ancora oggi i suoi discendenti continuano.

Dal 1910 al 1915 fu inoltre consigliere della Banca Cattolica Vicentina e, nel 1912, partecipò alla guerra di Libia. Si guadagnò anche un peso ed un ruolo sempre maggiori nell'ambito della nostra Comunità e un giorno accettò il ruolo di Sindaco del Comune di Noventa, proprio in un momento in cui sull'Europa si stavano addensando fosche nubi che presto avrebbero raggiunto anche il nostro Paese.

Nel 1916, ad un anno dall'entrata in guerra dell'Italia, l'Altopiano di Asiago fu investito dalla cosiddetta "spedizione punitiva" e il 27 maggio giungevano a Noventa i primi profughi da Asiago insieme alla loro Municipalità. Con spirito cristiano e patriottico i Noventani si offrirono generosamente ad alleviare le sofferenze dei profughi.

Calmatasi la bufera bellica, Giovanni Rossato ritornò a vita privata e, coadiuvato dai sette figli, diede nuovo impulso alle proprie attività.

La morte lo colse nel 1944 nel mezzo di un'altra terribile vicenda bellica, giusto un anno dopo aver festeggiato le nozze d'oro con la sua sposa Elisabetta Scavazza.

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