L'altare maggiore

Altare maggiore

Nel presbiterio si trova l'altare Maggiore, la parte più importante della chiesa. Questo si alza di cinque gradini da un bel pavimento marmoreo policromo. E' tutto di puro marmo di Carrara.

Secondo la cronaca dell'arciprete don Rocchi, risulta esserne autore lo scultore padovano Antonio Bonazza (1698-1763). Detta paternità venne confermata in seguito dal prof. Semenzato, critico di opere scultoree.

In origine era di proporzioni minori, ben adatto all'antica chiesa. In seguito all'ampliamento della stessa, venne modificato dalla mano artistica del Cavallini di Nove per renderlo più consono alla grandiosità del nuovo presbiterio. 

Nel complesso con il suo stile barocco, nell'insieme dei suoi vari elementi, si presenta armonioso e di un certo valore artistico, come ebbe a dichiararlo il Monteverde. 

Il paliotto della mensa è artisticamente scolpito: al centro un medaglione ovale riccamente decorato racchiude la scena della cena di Emmaus, ai lati si trovano ampie volute culminanti in cherubini. 

A fianco del tabernacolo vi sono le quattro statue dei Santi Patroni (Vito, Modesto, Crescenzia ed Eurosia) su piedistalli di altezza diversa, che si guardano l'una l'altra e portano in mano la palma del loro martirio. 

Sopra il tabernacolo c'è il tempietto, con una nicchia dove veniva esposto l'ostensorio. Il tempietto si presenta slanciato, leggero e gentile con le sue colonnine e i suoi modiglioni che sorreggono la calotta culminante con l'immagine benedicente del Redentore. Il complesso risalta degnamente innanzi alle gigantesche colonne corinzie che gli fanno da corona. 

Fra le due coppie di colonnine troviamo due stupende statuine di S. Pietro e S. Paolo con i loro simboli: le chiavi e la spada.

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